بين فضل رمضان وفرحة العيد.. الجالية المغربية بميلانو تشكر قنصلها العام.

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ميلانو- ايطالياعربي.

​تعتبر منطقة “لومبارديا” الإيطالية القلب النابض للجالية المغربية في الخارج، حيث تستوطنها قوة بشرية هائلة تتجاوز 116,000 مواطن مغربي، وهو ما يمثل أكثر من خمس الجالية المغربية بإيطاليا كاملة. وإلى جانب هذا الرقم، ينضاف قرابة 30,000 إيطالي من أصل مغربي، وما يناهز 50,000 من المغاربة في وضعيات غير قانونية، مما يجعل المجموع يقترب من حاجز الـ 200 ألف نسمة؛ كتلة بشرية ضخمة تحول القنصلية العامة بميلانو إلى ما يشبه “حكومة مصغرة” تدير شؤوناً تتجاوز الإدارة التقليدية إلى تدبير الأزمات الاجتماعية، والوفيات، والاعتقالات، وقضايا النقل والسياحة وجلب الاستثمارات.

​وفي ظل هذا الزخم وهذه المسؤولية الجسيمة، يبرز اسم السيد محمد لكحل، القنصل العام للمملكة المغربية بميلانو، الذي استطاع منذ توليه منصبه قبل أربع سنوات أن يكسر الصورة النمطية للمسؤول الإداري، ليتحول إلى “رجل ميدان” بامتياز. فبينما يقضي نهاره في تدبير الملفات الشائكة داخل أسوار القنصلية، يحرص في المساء – خاصة في شهر رمضان الفضيل – على التنقل بين مختلف البلديات لحضور موائد الإفطار الجماعية، معتبراً إياها جسراً لصلة الرحم والإنصات المباشر لانشغالات المواطنين، مهما كانت تعقيداتها القانونية أو الاجتماعية.

​إن حركية السيد القنصل لم تقتصر على الجانب الاجتماعي فحسب، بل امتدت لتشمل اختراق الدوائر الرسمية الإيطالية، والعمل كوكيل دبلوماسي لتعزيز صورة المغرب الاقتصادية والسياحية، مما جعل من الفريق القنصلي بميلانو خلية نحل لا تهدأ، تدافع عن مصالح المغاربة وتصون كرامتهم في بلد المهجر.

إن ما يجمع عليه الفاعلون الجمعويون والمواطنون في ميلانو وضواحيها، هو أن السيد محمد لكحل يمتلك “خاصية رهيبة” في التواصل وحسن الإنصات، وهي كفاءة إنسانية جعلت منه محل تقدير وإجماع قل نظيره. ومن هنا، لا يسعنا إلا أن نتمنى أن تُلهم هذه التجربة التواصلية الفريدة بقية القناصل حول العالم، ليقتدوا بهذا النموذج الذي يؤكد أن القنصلية ليست مجرد “طابع بريدي”، بل هي حضن للوطن وصلة رحم لا تنقطع.

 

Tra la spiritualità del Ramadan e la gioia dell’Eid: la comunità marocchina di Milano ringrazia il Console Generale.

​Milano- italiarabo.

​La regione Lombardia rappresenta il cuore pulsante della comunità marocchina all’estero, ospitando una forza demografica imponente che supera i 116.000 cittadini, ovvero più di un quinto dell’intera presenza marocchina in Italia. A questi si aggiungono circa 30.000 cittadini italiani di origine marocchina e quasi 50.000 in situazioni di irregolarità, portando il totale verso la soglia delle 200.000 persone. Questa enorme massa critica trasforma il Consolato Generale di Milano in una sorta di “piccolo governo” che gestisce questioni che vanno ben oltre l’ordinaria amministrazione: dalle crisi sociali, ai decessi, agli arresti, fino al supporto nei settori dei trasporti, del turismo e dell’attrazione degli investimenti.

​In questo contesto di grandi sfide e pesanti responsabilità, spicca la figura del Sig. Mohammed Lakhal, Console Generale del Regno del Marocco a Milano. Sin dal suo insediamento, quattro anni fa, è riuscito a scardinare l’immagine stereotipata del burocrate, trasformandosi in un vero “uomo sul campo”. Mentre di giorno gestisce i dossier più complessi all’interno degli uffici consolari, la sera – specialmente durante il sacro mese di Ramadan – non esita a spostarsi tra i vari comuni per partecipare agli Iftar collettivi, considerandoli un ponte umano e spirituale per ascoltare direttamente le preoccupazioni dei cittadini, indipendentemente dalla loro complessità legale o sociale.

​Il dinamismo del Console non si limita alla sfera sociale, ma si estende alle relazioni con le autorità ufficiali italiane, agendo come promotore diplomatico per rafforzare l’immagine economica e turistica del Marocco. Il team consolare milanese è diventato così un operoso alveo che lavora instancabilmente per difendere gli interessi dei marocchini e tutelare la loro dignità in terra d’immigrazione.

​Ciò che accomuna attori associativi e cittadini di Milano e dintorni è il riconoscimento al Sig. Mohammed Lakhal di una “straordinaria capacità comunicativa” e di ascolto. È una dote umana che gli è valsa una stima unanime. Auspichiamo che questa singolare esperienza di vicinanza e dialogo possa ispirare altri consoli nel mondo, affinché seguano questo modello che dimostra come il Consolato non sia solo un ufficio per “apporre timbri”, ma un legame indissolubile con la patria.


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