“الشناقة” بزيٍّ أوروبي.. كيف انتقلت عدوى “الجشع” من الاسواق العربية إلى جزارات إيطاليا؟
بريشيا- ايطالياعربي.
يجد المهاجر العربي، وتحديداً المغربي، نفسه أمام مفارقة صادمة في بلاد المهجر. فبينما يبحث عن ملاذ يلبي احتياجاته الروحية والغذائية “الحلال”، يصطدم بواقع يذكره بظاهرة “الشناقة” التي طالما عانى منها في أسواق الوطن.
لقد انتقلت العدوى عبر المتوسط، وتحولت من مجرد ممارسات فردية إلى شبه “ثقافة” استغلالية تتفشى في أوساط الجفوة المسلمة بإيطاليا.
سيكولوجية الاستغلال وتفاقم الظاهرة تجلى بأوضح صورها في مقارنة الأسعار، حيث يلاحظ المهاجر أن السوبر ماركت الأوروبي يقدم لحم الدجاج “الحلال” بسعر لا يتجاوز الـ 2.60 يورو، في حين يرتفع هذا السعر بشكل جنوني ليصل إلى 5 يورو أو أكثر لدى بعض الجزارين المسلمين، أي ضعف الثمن تقريباً.
هذه الأرقام الصارخة تكشف أن شهر رمضان ليس المناسبة الوحيدة، بل تتكرر هذه الممارسات وتتفاقم أيضاً مع اقتراب عيد الأضحى، حيث يستحوذ “الشناقة” على قطعان الماشية من الفلاحين الإيطاليين ليبيعوها بأثمان باهظة.
أمام هذا الواقع، تعالت دعوات للتحرك الجمعوي والقانوني، أصبح من الضروري تفعيل “ثقافة المقاطعة” والوعي القانوني، والمطالبة المستمرة بالفاتورة. والأهم، هو التحرك لإنشاء “جمعيات لحماية المستهلكين المسلمين” في إيطاليا. هذه الآليات ستوفر مراقبة فعالة للأسعار، وتحمي الجالية من الاستغلال، وتصون حقوقها وتضمن كرامتها في بلاد المهجر.
Dall’altra parte del Mediterraneo: quando la “speculazione” segue i migranti in Italia.
Brescia– italiarabo
Per molti immigrati arabi, in particolare quelli di origine marocchina, vivere in Italia riserva una sorpresa amara. Proprio quando cercano di ricostruire la propria quotidianità, all’insegna delle consuetudini alimentari e spirituali del paese d’origine, si ritrovano a fare i conti con un fenomeno che credevano di essersi lasciati alle spalle: lo shanaqa. Si tratta di quell’intermediazione parassitaria, tipica dei mercati marocchini, che lucra indebitamente sui prodotti alimentari. Questa pratica ha attraversato il Mediterraneo, radicandosi in alcune macellerie gestite da connazionali, trasformandosi in una vera e propria cultura dello sfruttamento.
Il divario dei prezzi: un paradosso difficile da ignorare
Il cuore del problema emerge analizzando i prezzi. Per il consumatore, il confronto è disarmante: mentre nei supermercati della grande distribuzione italiana il pollo “halal” si trova a circa 2,60 euro al chilo, in alcune macellerie etniche il prezzo può lievitare fino a 5 euro o più.
Un rincaro che non è solo una fluttuazione di mercato, ma una costante che si acuisce drasticamente in occasione di festività religiose, come il Ramadan o l’Eid al-Adha. In questi periodi, la filiera viene manipolata: intermediari senza scrupoli acquistano capi di bestiame dagli allevatori italiani per poi rivenderli ai fedeli a prezzi gonfiati, sfruttando il bisogno di rispettare i precetti religiosi.
L’esigenza di una risposta collettiva
Di fronte a queste distorsioni, sta crescendo tra la comunità una consapevolezza critica. Le voci che chiedono un intervento non si limitano più allo sfogo personale, ma puntano a una strategia d’azione concreta. Si parla ormai apertamente di:
Promuovere una “cultura del boicottaggio” contro chi pratica prezzi ingiustificati.
Esigere sempre lo scontrino, strumento essenziale di trasparenza e legalità.
Creare associazioni di tutela dei consumatori musulmani, che possano monitorare i prezzi e agire come presidio contro le speculazioni.
In un paese come l’Italia, dove le tutele per il consumatore sono solide, la sfida per la comunità araba è quella di passare dalla denuncia alla cittadinanza attiva. Organizzarsi non significa solo proteggere il portafoglio, ma difendere la dignità e i diritti di una comunità che, lontano da casa, non deve diventare vittima di chi specula sulle tradizioni.