حين تعانق الكلمات الأرواح: يوم استثنائي في مكتبة “كاليدوسكوبيو”.
بين ترانيم الحكايات العالمية وصدى “أصوات المهاجرين”.. مهرجان “الغة الأم” ينسج خيوط الأمل والقيم الإنسانية.
بريشيا- ايطالياعربي.
هناك صمتٌ من نوع خاص يولد حين تبدأ الحكايات بالتحليق؛ صمتٌ ليس غياباً للصوت، بل هو ترقبٌ نابض بالحياة. هكذا كان المشهد صباح السبت الماضي في مكتبة كاليدوسكوبيو (Libreria Caleidoscopio)، التي لم تعد مجرد متجر للكتب، بل تحولت إلى مرفأ آمن وخريطة مصغرة للعالم، حيث تذوب الحدود عند عتبات الكلمات. وضمن فعاليات الدورة السابعة لـ مهرجان اللغة الأم (Festival Lingua Madre)، قدمت مبادرة “قراءات من العالم” تجربة تجاوزت حدود السرد لتلامس جوهر الوجود الإنساني.
سحر الأصوات: حين تصبح اللغات ملاذاً للطفولة.
تخيلوا مشهد الأطفال وهم جالسون على الأرض بين رفوف محملة بالأحلام، بعيون متسعة ودهشة تحبس الأنفاس. هنا، انطلقت الحكايات باللغات العربية، والأوكرانية، والإنجليزية؛ لغات مختلفة لكنها تحدثت بشفرة عالمية واحدة، شفرة السحر والجمال.
لم يكن يهم إن فلتت بعض الكلمات من الفهم المنطقي، فالأطفال استوعبوا كل شيء عبر موسيقى الإيقاع، وعبر رقة الإيماءات، ومن خلال العواطف التي ارتسمت على وجوه القراء. لقد كان ذلك البرهان الأصدق على أن اللغة، قبل أن تكون قواعد ونحواً، هي علاقة إنسانية بامتياز، وجسر ممدود نحو “الآخر”، ودعوة صريحة لعدم الخوف من المجهول، بل لاحتضانه بشغف.
شجاعة “داود”: أصوات المهاجرين التي تهز الوجدان.
وفي المساء، ازدادت الأجواء عمقاً بوعيٍ جديد. جاء عرض كتاب “أصوات مهاجرة” (Voci Migranti) ليحمل معه ثقل الحقيقة وجمالها. وكان لحضور “داود”، أحد أبطال الكتاب، أثراً بالغاً حول اللقاء إلى حوارٍ عميق بين الأرواح.
كلماته، التي نطق بها بهدوء يفوح بكرامة إنسانية، لامست شغاف قلوب الحاضرين حين قال:
”غالباً ما يتم الحديث عنا، لكن نادراً ما يُطلب منا أن نتحدث نحن. هذا الكتاب ليس مجرد سرد لرحلة عبر الحدود، بل هو محاولة لاستعادة ‘بيتنا’ في آذان من ينصتون إلينا. حين يقرأ شخص ما قصتي، أتوقف عن كوني مجرد ظل، وأصبح أخيراً.. إنساناً.”
إن الإنصات لصوت داود يجعلنا ندرك أن خلف كلمة “مهاجر” لا توجد أرقام وإحصائيات، بل أحلام، وتمزقات، وأمل لا ينضب. لقد قدم الكتاب نفسه كأداة تربوية ثمينة، تهدف لفتح مساحات للاختلاف وتحويل تجربة الهجرة إلى فرصة للنمو الجماعي، لا سيما داخل الفصول الدراسية.
خيوط الورق والحياة: مختبر “الزينتانجل” للإبداع.
وبينما كان الكبار يتبادلون الرؤى حول قضايا الاندماج والتربية الثقافية، كان هناك نوع آخر من السحر يتشكل في زاوية أخرى. أيدٍ صغيرة ومثابرة ركزت على أوراق بيضاء، لتبث الحياة في فواصل كتب صُممت بتقنية “الزينتانجل” (Zentangle).
خطوط تتقاطع، وزخارف تتكرر، وضفائر خيالية؛ كل علامة هي فكرة، وكل لون هو عاطفة. في ذلك التشابك من الخطوط، سكب الأطفال خيالهم وعنايتهم، محولين قطعة كرتون بسيطة إلى تحفة فريدة. كانت تلك الاستعارة المثالية لهذا اليوم: خطوط عديدة ومختلفة، تصنع معاً لوحةً في غاية الانسجام والجمال.
إرثٌ من الضوء.
انتهى اليوم في مكتبة كاليدوسكوبيو، لكن صدى تلك الكلمات لا يزال عالقاً في الأفق مثل عطرٍ يرفض الرحيل. لقد ذكرنا مهرجان اللغة الأم بأننا لسنا جزاراً منعزلة، بل أرخبيل متصل بخيوط خفية من السرد والإنصات.
نغادر وفي قلوبنا يقين، هو ذاته الذي كان يلمع في عيني داود: طالما وجد هناك من يقرأ، ومن هو مستعد لاحتضان تلك الحكاية، سيبقى العالم مكاناً أقل برودة.. وأكثر شبهاً بالوطن.
Dove le Parole Diventano Abbraccio: Cronaca di una Giornata alla Libreria Caleidoscopio.
Non solo libri, ma respiri intrecciati: il Festival Lingua Madre accende luci di speranza tra letture multilingue e il coraggio di raccontarsi.
Brescia- italiarabo.
C’è un silenzio particolare che si crea quando le storie iniziano a volare. Non è assenza di suono, ma un’attesa vibrante. Sabato mattina, la Libreria Caleidoscopio non era più solo un negozio di libri: era un porto sicuro, una piccola mappa del mondo dove i confini si sono sciolti nel ritmo di voci lontane. Nell’ambito della settima edizione del Festival Lingua Madre, l’iniziativa “Letture dal mondo” ha regalato ai presenti un’esperienza che va ben oltre la semplice narrazione.
La magia dei suoni: quando l’arabo, l’ucraino e l’inglese si fanno carezza
Immaginate i bambini, seduti a terra tra scaffali colmi di sogni, con gli occhi sgranati e il respiro sospeso. Le storie sono risuonate in arabo, ucraino e inglese: lingue diverse che però parlavano lo stesso codice universale, quello dell’incanto.
Non importava se qualche parola sfuggiva alla comprensione logica; i piccoli ascoltatori hanno colto tutto attraverso la musicalità di una cadenza, la dolcezza di un gesto, l’emozione dipinta sul volto di chi leggeva. È stata la dimostrazione più pura che la lingua, prima di essere grammatica, è relazione. È un ponte gettato verso l’altro, un invito a non aver paura dell’ignoto ma ad abitarlo con curiosità.
Il coraggio di Daoud: le “Voci Migranti” che scuotono l’anima
Nel pomeriggio, l’atmosfera si è fatta più densa, carica di una consapevolezza nuova. La presentazione del libro Voci Migranti ha portato con sé il peso e la bellezza della verità. La presenza di Daoud, uno dei protagonisti del volume, ha trasformato l’incontro in uno scambio d’anime profondo e partecipato.
Le sue parole, pronunciate con una calma che profuma di dignità, hanno toccato corde profonde in tutti i presenti:
”Spesso si parla di noi, ma raramente ci viene chiesto di parlare. Questo libro non è solo il racconto di un viaggio attraverso i confini, ma è il tentativo di ritrovare la nostra casa nelle orecchie di chi ascolta. Quando qualcuno legge la mia storia, io smetto di essere un’ombra e divento, finalmente, una persona.”
Ascoltare la sua voce significa capire che dietro la parola “migrante” non ci sono numeri, ma sogni, strappi e una speranza immensa. Il volume si offre così come uno strumento pedagogico prezioso, pensato per dare spazio alle differenze e trasformare l’esperienza migratoria in un’occasione di crescita collettiva, specialmente all’interno delle classi scolastiche.
Trame di carta e di vita: il laboratorio Zentangle
Mentre gli adulti dialogavano su temi profondi e percorsi di educazione interculturale, un altro tipo di magia prendeva forma poco lontano. Mani piccole e laboriose si sono concentrate su fogli bianchi, dando vita a segnaposti creati con la tecnica dello Zentangle.
Linee che si intrecciano, motivi ripetuti, intrecci fantasiosi: ogni segno un pensiero, ogni colore un’emozione. In quel groviglio di linee, i bambini hanno messo la loro fantasia e la loro cura, trasformando un semplice cartoncino in un oggetto unico. Un simbolo perfetto di questa giornata: tante linee diverse che, insieme, creano un disegno di straordinaria bellezza.
Un’eredità di luce
La giornata alla Libreria Caleidoscopio si è chiusa, ma l’eco di quelle parole resta nell’aria, come un profumo che non vuole svanire. Il Festival Lingua Madre ci ha ricordato che non siamo isole, ma un arcipelago collegato da fili invisibili di narrazione e ascolto.
Ce ne andiamo con una certezza nel cuore, la stessa che brillava negli occhi di Daoud: finché ci sarà qualcuno disposto a leggere e qualcuno pronto ad accogliere quel racconto, il mondo sarà un posto un po’ meno freddo e un po’ più simile a casa.