المغرب في غزة.. من الدبلوماسية إلى الميدان: فلسفة “الأفعال لا الأقوال”.
بريشيا- ايطالياعربي.
في الوقت الذي تكتفي فيه العديد من القوى الدولية ببيانات الإدانة والخطابات الرنانة، تبرز المملكة المغربية كنموذج استثنائي في التعامل مع الأزمة الإنسانية وإعادة الإعمار في قطاع غزة. لم يعد الدعم المغربي مجرد شعارات ترفع، بل تحول إلى حزمة إجراءات عملية وضعت المغرب في صدارة المشهد داخل “مجلس السلام” المخصص لاستقرار القطاع.
لقد كان إعلان ناصر بوريطة، وزير الشؤون الخارجية والتعاون الإفريقي والمغاربة المقيمين بالخارج، بمثابة خارطة طريق لمرحلة “البناء الميداني” كما جعل للمملكة البصمة المالية والأمنية التي تتجاوز الوعود. فالمغرب لم يكن فقط داعماً، بل كان “المبادر الأول” بضخ مساهمة مالية رسمية في صندوق مجلس السلام، ليعطي بذلك الضوء الأخضر لبداية فعلية لعمليات الإعمار، بعيداً عن البيروقراطية الدولية المعقدة.
ولأن الاستقرار لا يتحقق بدون أمن مستدام، جاءت الخطوة المغربية لتعزيز الكفاءات المحلية من خلال إرسال خبراء متخصصين لتدريب القوات المحلية، مع إبداء جاهزية تامة للمشاركة في قوات الاستقرار الدولية، وهو ما يعكس ثقة المجتمع الدولي في العقيدة الأمنية المغربية المتسمة بالرزانة والاحترافية.
صحياً، يستمر المغرب في نهجه الإنساني الذي لم ينقطع، من خلال إنشاء مستشفى ميداني متكامل داخل قطاع غزة. هذه الخطوة ليست مجرد تقديم علاج، بل هي رسالة تضامن مباشرة تؤكد أن الدم المغربي والهم الفلسطيني يلتقيان في خندق واحد، لتخفيف المعاناة عن آلاف الأسر التي أنهكتها الحرب.
معركة الفكر.. محاربة الكراهية وبناء الإنسان
لم يغفل “أسد الأطلسي” الجانب الفكري؛ فإعادة الإعمار لا تقتصر على الحجر، بل تشمل البشر أيضاً. ومن هنا جاءت المبادرة المغربية لإطلاق برامج متخصصة لمحاربة خطاب الكراهية وتعزيز قيم التعايش. المغرب، بتجربته الفريدة كأرض للتسامح، ينقل خبرته لضمان بيئة اجتماعية في غزة قادرة على الصمود أمام الأيديولوجيات المتطرفة، وبناء مستقبل يسوده السلام.
إن ما تفعله المملكة اليوم تحت قيادة جلالة الملك محمد السادس، رئيس لجنة القدس، هو تجسيد حي لمفهوم “الدبلوماسية الهادئة والفعالة”. المغرب اليوم لا يدعم غزة بالكلمات، بل يضع لبنات ملموسة في صرح استقرارها، مؤكداً أن “الأفعال” هي العملة الوحيدة القادرة على تغيير الواقع على الأرض.
Marocco a Gaza: dalla diplomazia al campo, la filosofia dei “fatti, non parole”.
Brescia- italiaraba.
Mentre molte potenze internazionali si limitano a dichiarazioni di condanna e discorsi retorici, il Regno del Marocco emerge come un modello eccezionale nella gestione della crisi umanitaria e della ricostruzione nella Striscia di Gaza. Il sostegno marocchino non è più una questione di slogan, ma si è trasformato in un pacchetto di misure concrete che pongono il Marocco in prima linea all’interno del “Consiglio di Pace” dedicato alla stabilizzazione del territorio.
L’annuncio di Nasser Bourita, Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero, ha tracciato una vera e propria tabella di marcia per la fase di “costruzione sul campo”, conferendo al Regno un’impronta finanziaria e di sicurezza che va ben oltre le semplici promesse. Il Marocco non si è limitato al supporto morale, ma è stato il “primo promotore” a versare un contributo finanziario ufficiale al fondo del Consiglio di Pace, dando così il via libera effettivo alle operazioni di ricostruzione, lontano dalle complessità della burocrazia internazionale.
Consapevole che la stabilità non può prescindere da una sicurezza sostenibile, la strategia marocchina punta a rafforzare le competenze locali attraverso l’invio di esperti per l’addestramento delle forze di sicurezza del posto. A ciò si aggiunge la piena disponibilità a partecipare alle forze di stabilizzazione internazionali, un passo che riflette la profonda fiducia della comunità internazionale nella dottrina di sicurezza marocchina, nota per la sua moderazione e professionalità.
Sul fronte sanitario, il Marocco prosegue il suo impegno umanitario costante con l’allestimento di un ospedale da campo integrato all’interno della Striscia di Gaza. Questa iniziativa non rappresenta solo la fornitura di cure mediche, ma è un messaggio diretto di solidarietà che conferma come il legame tra il popolo marocchino e quello palestinese sia indissolubile, volto a lenire le sofferenze di migliaia di famiglie stremate dal conflitto.
La battaglia delle idee: contrasto all’odio e sviluppo umano.
Il “Leone dell’Atlante” non ha trascurato l’aspetto intellettuale; la ricostruzione, infatti, non riguarda solo le infrastrutture, ma anche le persone. Da qui nasce l’iniziativa marocchina di lanciare programmi specializzati per combattere l’incitamento all’odio e promuovere i valori della coesistenza. Il Marocco, con la sua esperienza unica di terra di tolleranza, trasferisce il proprio know-how per garantire a Gaza un ambiente sociale capace di resistere alle ideologie estremiste e di costruire un futuro di pace.
Quanto sta realizzando oggi il Regno, sotto la guida di Sua Maestà il Re Mohammed VI, Presidente del Comitato Al-Quds, è la prova tangibile del concetto di “diplomazia silenziosa ed efficace”. Oggi il Marocco non sostiene Gaza solo a parole, ma pone pietre miliari concrete per la sua stabilità, confermando che i “fatti” sono l’unica valuta capace di cambiare realmente la realtà sul campo.